Cotte, crude, bollite, fritte, al microonde, in padella, saltate, marinate, ad insalata, al forno. Qual è il modo migliore di preparare le verdure? È una domanda lecita. Dopo essere stati di corsa al supermercato, aver passato in rassegna per mezz’ora i banconi dell’ortofrutta, essere rimasti imbottigliati nel traffico, una volta giunti a casa, osservando le verdure acquistate ci si può lecitamente domandare ‘e ora?’.

L’obiettivo è quello di preparare una pietanza che conservi tutte le sostanze nutrienti che la natura ha donato al vegetale. Gli strumenti sono i nostri utensili di cucina. Ma se il microonde ‘frigge’ le sostanze nutrienti, la frittura è pesante, la bollitura ne fa perdere un po’, a crudo non ci va, come possiamo cucinare le nostre verdure?

Sono sempre più diffusi veri e propri corsi per insegnare come cucinare le verdure, come gestire la propria alimentazione vegetariana full time o part time che sia.

Ogni metodo di preparazione e di cottura di un vegetale comporta la modifica dell’alimento; a seconda che un determinato vegetale sia cucinato in un modo o in un altro il suo contenuto nutrizionale cambierà, questo è ovvio.

Il miglior modo di mangiare le verdure è innanzi tutto crude o con quella che si chiama cottura conservativa a fuoco più basso possibile e con tempi più brevi (la verdura non è bene che sia stracotta, anche per una questione di gusto), ma anche quello che ci permette di assaporarle con più tranquillità e gusto.
Ottima anche la cottura a vapore, che permette di mantenere inalterate le proprietà nutritive. Le vitamine sono termolabili, così mediante la bollitura o la frittura, si perdono. Un altro vantaggio della cottura a vapore è l’assenza di condimenti quali grassi e sodio. Per praticarla in casa basta utilizzare una pentola a vapore.
La bollitura, come anticipato, comporta una perdita delle sostanze nutritive. Grassi, proteine e vitamine idrosolubili si disperdono a contatto con il calore del liquido.

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